Mantova cultura 2017
Un’ora di tranquillità
Massimo Ghini è protagonista e regista della commedia brillante di Florian Zeller, al Teatro Sociale
13/02/2017
La stagione 2017 di Mantova Teatro, la rassegna proposta dalla La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo con il contributo del Comune di Mantova, continua il 15 febbraio alle ore 21 al Teatro Sociale con “Un’ora di tranquillità”, commedia diretta e interpretata da Massimo Ghini, che ha deciso di misurarsi con la travolgente comicità di questo testo, mai rappresentato in Italia, scritto da Florian Zeller, uno dei più apprezzati drammaturghi francesi contemporanei.

“Un’ora di tranquillità” è una piece moderna, brillante e divertente grazie a un vaudeville giocato tra equivoci e battute esilaranti; è un lavoro drammaturgicamente perfetto, che ha riscosso in patria un grandissimo successo teatrale ed è stato definito spassoso, intelligente e geniale.

La comicità presente nel testo consente di non dover ricorrere a imponenti adattamenti, anzi è proprio nel meccanismo utilizzato nella scrittura che si poggia la forza di questa commedia brillante. I personaggi hanno ciascuno un ruolo fondamentale nella vicenda, è come se fossero loro stessi gli ingranaggi che mettono in moto la macchina della risata già dalle prime battute. Si tratta di un’opera corale dove ogni attore deve legare la propria arte agli altri.

Il personaggio “centrale” è un uomo che cerca disperatamente un momento di solitudine e serenità. È riuscito a rintracciare e acquistare un vecchio disco in vinile da un rigattiere ma, mentre cerca di trovare il modo per dedicarsi a questo cimelio, una serie di eventi e personaggi lo interrompono: la moglie che gli deve parlare di cose importanti inerenti il loro rapporto; il vicino di casa che, a causa dei lavori che sta effettuando nella propria abitazione, irrompe mentre Michel sta cercando di ascoltare il disco; fino ad un improbabile idraulico che invece di riparare i guasti, ne provoca di ulteriori. Si aggiungono amici, amanti e figli che entrano in scena inconsapevoli di rendere impossibile al povero protagonista di godersi solo un’ora di tranquillità.

Senza poterli minimamente prevedere verranno alla luce vecchi amori, tradimenti, bugie. Il tutto tenuto sempre sotto perfetto controllo ma con la genuinità dirompente del non programmato. Il tempo di pace è praticamente un sogno irraggiungibile fino al momento in cui tutto si ferma e il disco finalmente sta per essere ascoltato…

L'abilità di Florian Zeller non è solo nella scrittura brillante, ma anche nell'arte di gestire l’imprevisto continuo, in un vortice in cui le collisioni sono inevitabili, con un gusto che amplifica il divertimento. Lo spettatore è invitato e sollecitato a conoscere la verità ma continua ad avere ben presente l’impossibilità di riuscire a sistemare le cose perché ci sono troppe varianti che interferiscono con quello che sembrava un banale progetto per trascorrere un po’ di tempo, anzi solo un’ora, di tranquillità.

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