Mantova cultura 2017
Via Crucis dello scultore Gino Salvarani
I quindici bassorilievi in terracotta sono stati collocati nella chiesa del Belvedere
21/03/2016
Nella chiesa del Belvedere a Castiglione delle Stiviere è collocata l’ultima opera dello scultore Gino Salvarani: una “Via Crucis” composta da quindici bassorilievi in terracotta, che fa rivivere la sofferenza e la morte di Gesù in un insieme unitario e coerente, utilizzando canoni figurativi di nuova espressività, minimale e realistica. Alle quattordici stazioni tradizionali, Salvarani aggiunge la quindicesima, la Resurrezione del Signore, che conferisce ulteriore senso alle precedenti, rivestendole della luce della salvezza.

Lo scultore empatizza con il dramma della Croce, della sofferenza di Cristo e del suo abbandono alla volontà del Padre. I bassorilievi sono depurati dai riferimenti iconografici del passato per lasciare spazio a un’essenzialità intimamente umana. “Questa Via Crucis viene offerta ai fedeli e alla comunità nel periodo quaresimale, momento centrale nella vita della Chiesa che si ritrova per riflettere sul mistero della Passione” spiega l’autore, di cui la chiesa custodisce anche il grande Crocifisso-tabernacolo posto dietro l’altare. Altre opere di Salvarani sono site in vie e piazze della Città aloisiana, mentre “Elevazione” è esposta al Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova.

“Dello stile di Salvarani mi ha sempre colpito la chiarezza e la semplicità che di solito vengono considerati punti di partenza ma che in realtà sono punti di arrivo, impronte di una lunga esperienza artistica e di profondità spirituale” afferma il parroco don Giuliano Spagna, che così prosegue: “Mi è parsa provvidenziale l’insistenza sui volti di Gesù nel suo cammino al Calvario. Il volto è la persona stessa e il Vangelo della Passione richiama spesso il viso di Gesù: è schiaffeggiato davanti al Sinedrio, deturpato dalle percosse e dall’incoronazione di spine, asciugato dalla Veronica, coperto dalla Sindone e viene impresso per la potenza della resurrezione sul fazzoletto conservato a Manoppello. La scelta di raffigurare il sembiante di Cristo è originale e provvidenziale, in questo momento in cui sta per concludersi il Sinodo Diocesano il cui motto è “Vogliamo vedere Gesù”
(Gv.12,21). Anche nelle nostre preghiere ripetiamo spesso: ”Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto” (Ps 26)”.

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