Visto con i nostri occhi
Via libera al restauro della torre-sentinella
È l'edificio più alto del centro storico di Castel Goffredo, viene considerato un simbolo della città. Da un secolo è vuoto, ma grazie all'impegno del Gruppo San Luca tornerà a splendere
28/05/2018
Al professor Corrado Bocchi piace narrare storie, soprattutto quando ne nasce una bella, che aggiunge un altro taguardo a un percorso importante. Circa tre anni or sono, al gruppo san Luca onlus venne l’idea di mettere mano alla torre di Castel Goffredo, che da cento anni è vuota e ha perduto la funzione rappresentativa della città. Si tratta dell’edificio più antico del centro storico, sul quale veglia da otto secoli. Fu la prima porta d’accesso a Castelvecchio, nella primigenia cinta di mura del nucleo abitato formatosi tra l’800 e il 1000. Era in origine molto più bassa poi, con l’ampliamento del perimetro urbano, fu realizzato un secondo baluardo alto sei metri con attorno un fossato. La torre si affacciò sulla nuova piazza rinascimentale che fu realizzata nel 1400 e venne sopraelevata, con l’aggiunta di un orologio e di una cella campanaria che le dettero quella destinazione di mezzo di comunicazione che ancora oggi conserva, quando le campane scandiscono gli eventi importanti del comune e della chiesa parrocchiale.
Da un primo sopralluogo, ci si rese subito conto delle enormi potenzialità di quella che Bocchi definisce la «sentinella della piazza», costituita da otto piani con stanze abbastanza grandi e una terrazza sommitale, e che con i suoi ventisette metri di altezza è la costruzione più elevata di Castel Goffredo. Si è ripensato al luogo con coerenza, come punto da cui ripercorrere le tappe della storia locale e ricordare gli elementi di difesa come le fortificazioni, il ponte levatoio, il rivellino. Il maggiore fascino, nel futuro prossimo, deriva senza dubbio dalla vista dall’alto, che permette di riscoprire i riferimenti noti sotto un inusuale punto di vista, che muta ongi prospettiva. Nelle giornate limpide, in verità poche nel nostro territorio, lo sguardo sul paesaggio si estende dalle Prealpi a nord fino agli Appennini a sud, con la valle Padana imbrigliata tra le due catene montuose.
Il dialogo intessuto con l’amministrazione comunale, proprietaria dell’edificio, è sfociato nella concessione in uso gratuito per venticinque anni al gruppo san Luca onlus, per la valorizzazione culturale e turistica della torre. La concessione sarebbe diventata operativa solo se il gruppo san Luca avesse trovato almeno il cinquanta per cento del denaro necessario a effettuare le opere di adeguamento, per le quali si sono già ottenuti i permessi dalla soprintendenza competente. Si è quindi partecipato a un bando di fondazione Cariplo del 2017, per circa 500 mila euro riguardanti l’intero progetto, che prevede non solo gli interventi di restauro ma anche le azioni per rendere il sito attivo, tra cui visite guidate per adulti e bambini o eventi culturali o l’acquisto di strumenti utili alla fruizione come i binocoli. Grazie all’interessamento del referente dott. Mario Anghinoni, è stata decisa l’erogazione di 290 mila euro. Entro il 2019 si prevede il termine dei lavori di ristrutturazione, a seguito dei quali la torre sarà accessibile. Poi seguiranno altri due anni per portare avanti le opzioni culturali.
Per le visite, sarà possibile fare un biglietto cumulativo comprendente il museo Mast e la prepositurale con i loro tesori. La salita alla torre sarà gratuita per i residenti quattro volte all’anno, per il primo e l’ultimo giorno di scuola e per le due feste dei patroni: sant’Erasmo il 2 giugno e san Luca il 18 ottobre. Al piano terra verrà spostato l’Info point turistico Castel Goffredo (che ha avuto il riconoscimento ufficiale da Regione Lombardia) gestito in accordo con l’amministrazione comunale, e anche l’ufficio turistico “Terre dell’alto mantovano”, che si occupa della valorizzazione di tredici tra parrocchie, comuni e musei della zona. Il perimetro della terrazza, che è circondata da merli alti quasi due metri, verrà contornato da una protezione trasparente, su cui saranno indicati i luoghi geografici e storici che si possono scorgere, con i nomi delle colline, dei campanili e dei borghi. Oltre che godere della bellezza del belvedere urbano a trecentossesanta gradi si potrà così capire la geografia terrestre. E anche quella celeste, si fa sfuggire Corrado Bocchi. Ma questa rimane una sorpresa.
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