Visto con i nostri occhi
«Vorrei essere uno strumento che serve l’opera di Dio»
Tanta emozione nelle sue prime parole: «Sono un uomo a cui Dio ha usato misericordia»
14/09/2016

Roberto Dalla Bella

L’ordinazione di un presule è un passaggio storico per una diocesi e i mantovani hanno vissuto questa giornata con grande partecipazione. Sono stati infatti circa seicento i fedeli che hanno scelto di partecipare alla celebrazione di domenica 11 settembre in Cattedrale a Brescia per salutare il loro nuovo pastore don Marco Busca.
La messa è stata scandita da numerosi momenti solenni: dalla processione d’ingresso che ha coinvolto un cardinale, 20 Vescovi e 140 preti (di cui metà appartenenti al clero mantovano) ai canti in gregoriano, fino ai riti che contraddistinguono la proclamazione di un presule. A sciogliere la tensione i tanti applausi che hanno accolto mons. Busca e scandito i passaggi chiave della celebrazione, per testimoniargli affetto e vicinanza nel giorno in cui è chiamato a scrivere un nuovo capitolo della sua vita di sacerdote.
«La cosa bella qui oggi siete voi: la Chiesa», ha detto don Marco vistosamente emozionato. «La Chiesa è stata l’esperienza più forte della mia vita. All’inizio è stata la scoperta che vivere in “noi” è meglio che stare chiusi nell’”io”. Poi col tempo ho incontrato la Chiesa, fatta di persone che si amano in Dio». In un discorso breve e ricco di contenuti teologici, ha parlato dello spirito con cui intende affrontare il mandato da Vescovo: «Sono un uomo a cui Dio ha usato misericordia», ha aggiunto. «Ricevo questo dono e lo accolgo per voi, perché porti frutto nelle vite dei cristiani. Vorrei essere solo uno strumento che serve l’opera di Dio per favorire l’appuntamento del Padre con i suoi figli».
Nell’omelia, il Vescovo di Brescia Luciano Monari ha ricordato l’esperienza di mons. Busca come docente in Seminario: «Era solito dire agli alunni che per un cristiano la carriera culmina e termina con un battesimo», ha raccontato. «Se nel mondo la carriera è una scala che si slancia verso gli onori più alti, nel Regno di Dio è invece un cammino che si abbassa verso il servizio più umile». Il presule ha poi chiuso con un auspicio per don Marco, nuova guida della diocesi di Mantova: «Chiediamo al Signore che il tuo sia un ministero di speranza, dove chi ha smarrito la strada scopra di essere cercato da Cristo e dove chi ritorna col peso dei suoi errori trovi un Padre che gli corra incontro, ricco di misericordia e perdono».
Al Vescovo eletto sono stati consegnati i segni pontificali: l’anello, la mitria e il pastorale, donati rispettivamente dal Vescovo Monari, dai compagni di ordinazione e dalla parrocchia di Caionvico, dove ha prestato servizio negli ultimi due anni. La comunità di Edolo, suo paese natale, gli ha invece regalato la croce pettorale.
Molto bello e significativo l’abbraccio di pace con i presuli concelebranti: il vescovo di Brescia Monari, il presule emerito Bruno Foresti e il nostro vescovo uscente mons. Busti. Quello con l’attuale amministratore della diocesi è sembrato durare qualche attimo in più, come se Busti volesse consegnare nelle mani di don Marco la sua eredità pastorale e dargli forza in vista dell’inizio del mandato. Particolarmente intenso anche il momento in cui il Vescovo eletto ha salutato i famigliari, presenti nei primi banchi dell’assemblea.
Al termine della celebrazione, l’uscita dalla Cattedrale accompagnato dagli applausi dei tanti mantovani arrivati a Brescia. Un assaggio del calore che i fedeli testimonieranno a don Marco domenica due ottobre quando, con la messa solenne in Sant’Andrea, prenderà possesso della diocesi e inizierà ufficialmente il cammino alla guida della Chiesa mantovana.
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